Dallas Buyers Club (2013), di Jean-Marc Vallée

Luca Buccella 26 Gennaio 2014 0
Dallas Buyers Club (2013), di Jean-Marc Vallée

dallsbuyersclub1985. Dallas, TexasRon Woodroof (Matthew McConaughey) lavora come elettricista, e nel tempo libero cerca di racimolare qualche soldo in più cavalcando tori al rodeo: omofobo e misogino, con un grave problema di tossicodipendenza e una vita sessuale promiscua, è il tipico personaggio con il quale non si vorrebbe mai avere a che fare. Un giorno, ricoverato in ospedale a causa di un incidente lavorativo, Ron scopre di essere sieropositivo e di avere solo trenta giorni di vita rimasti, almeno secondo i medici. Sono anni difficili per i malati di AIDS: la sindrome ha iniziato a diffondersi da poco – il primo caso riconosciuto risale al 1981 –, e dunque le terapie sono ancora sperimentali e poco efficaci. Ron è sconvolto dalla scoperta e non riesce a spiegarsene il motivo, convinto che sia una malattia “riservata” agli omosessuali; i suoi amici iniziano a evitarlo, a escluderlo, addirittura a minacciarlo. Alla ricerca di un farmaco che possa aiutarlo a stabilizzare la sua condizione, Woodroof inizierà a trasportare illegalmente dal Messico medicinali non approvati dalla Food and Drugs Administration: avrà inizio un vero e proprio business, con l’obiettivo di aiutare altri malati di AIDS a ottenere questi farmaci proibiti.

Il regista Jean-Marc Vallée si serve della vera storia di Woodroof per confezionare un film che si articola su due fronti: da una parte, il racconto di una lotta per la sopravvivenza contro le oppressioni del sistema, dall’altra il viaggio di formazione di un uomo per ritrovare la parte migliore di sé. E Dallas Buyers Club funziona molto bene da entrambi i punti di vista. Sembra di assistere a un film della migliore New Hollywood per il modo in cui narrazione storica e introspezione caratteriale riescono a fondersi senza accavallarsi, ma anche per come si riesce a far affezionare il pubblico a un protagonista disgustoso e maledetto senza anestetizzare la sua negatività: Woodroof acquista man mano un personale senso di giustizia nel corso del film, superando la sua omofobia e raggiungendo una maggiore consapevolezza di sé, ma non si trasforma mai in un martire e mantiene la sua carica anti-eroica.

Matthew McConaughey lo interpreta in maniera straordinaria, regalando la migliore prova della sua carriera: anche lui texano e simbolo di uno stile di vita all american, riesce a entrare in simbiosi con il suo personaggio in maniera rara e mostra un’assoluta dedizione alla parte. Ugualmente impressionante e perfetto è Jared Leto nelle vesti di Rayon, una transessuale sieropositiva che diventa il braccio destro di Ron nella sua battaglia contro la FDA, figura fondamentale del film e principale fonte di miglioramento per il suo protagonista. Efficace anche Jennifer Garner nei panni di Eve Saks, unico medico dalla parte di Woodroof: in un film banale sarebbe nata sicuramente una storia d’amore fra i due, in questo viene invece mostrato un rapporto sincero che nasce nella diffidenza reciproca e sfocia in un’interessante amicizia.

Dotato di un’ottima sceneggiatura, a opera di Craig Borten e Melisa Wallack, e di una regia espressiva ben attenta a valorizzare ogni elemento, dal periodo storico alle interpretazioni, Dallas Buyers Club è dunque solido cinema statunitense in tutta la sua grandezza: intenso, coraggioso, emozionante, capace sia di intrattenere il pubblico sia di scatenare interessanti riflessioni.

Il film è uscito nelle sale italiane giovedì 30 gennaio 2014.

Festival Internazionale del Film di Roma 2013 – In Concorso

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Luca Buccella

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