Inside Out (2015), di Pete Docter e Ronnie Del Carmen

Luca Buccella 10 giugno 2015 0
Inside Out (2015), di Pete Docter e Ronnie Del Carmen

NEMye3g3VuXNQM_1_1Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza sono le cinque emozioni che albergano nella mente della piccola Riley, una bambina di undici anni che vive nel Minnesota. Sotto il controllo di Gioia, l’emozione dominante, i cinque tentano di fare del loro meglio per dare a Riley una vita soddisfacente, riuscendoci egregiamente. Ma quando il padre di Riley viene licenziato, la famiglia si trasferisce a San Francisco: lontana dai suoi amici, dall’hockey e dai luoghi della sua infanzia, la bambina rischia di sprofondare nell’apatia. Le cose peggiorano quando Tristezza e Gioia si perdono nella mente di Riley, lasciandola nelle mani di Paura, Rabbia e Disgusto. Le due dovranno esplorare i più profondi recessi del subconscio per restituire a Riley la felicità…

Con Inside Out, il regista Pete Docter, il co-regista Ronnie Del Carmen e il team Pixar si propongono di analizzare due delle tematiche più affrontate dal cinema: l’abbandono dell’infanzia, e l’esperienza emotiva vissuta dall’essere umano. Il risultato è un’opera profondissima, traboccante d’invenzioni narrative e suggestioni psico-visive: un film che non cede mai sotto il peso delle sue ambizioni, grazie a un brillante lavoro di scrittura sostenuto da un solidissimo impianto immaginifico.

La squadra creativa della Pixar mette in scena un mondo “interiore” straordinario, condizionato dalle fonti più disparate: ogni area della mente di Riley ha una sua precisa identità – dalla fabbrica dei sogni, strutturata come un set cinematografico, alla prigione del subconscio, dove risiedono le paure più recondite della bimba –, e le trovate visionarie non cessano mai di stupire, in una continua esplosione di creatività. Tra tecnici della mente che cestinano memorie sbiadite e amici immaginari dimenticati che si aggirano come vagabondi, il film riesce a cristallizzare in modo compiuto tutte le caratteristiche della mente umana, ponendo al di sopra di tutto l’importanza dei ricordi: in Inside Out, sono le memorie a condizionare i vari lati del nostro carattere, le nostre passioni, e le nostre scelte di vita.

Dando un volto e una personalità alle pulsioni e alle emozioni umane, Docter e la sua squadra riescono a portare a termine un lavoro metaforico straordinariamente efficace. A stupire più di ogni altra cosa è la maturità del messaggio finale: il film ci ricorda quanto la vita sia difficile, ma ci esorta ad affrontarla senza perdere di vista la leggerezza dell’infanzia. Tutte le emozioni, anche quelle più negative, sono lati irrinunciabili della nostra umanità, e sono necessarie per affrontare la vita: non c’è gioia senza tristezza.

Inside Out esprime queste importantissime idee con un’ampia dose di umorismo e citazionismo cinefilo, toccando le corde dell’animo senza alcuna pretenziosità. Per dirlo chiaramente, siamo di fronte a un film che ha tutte le caratteristiche di un capolavoro e, infatti, lo è.

Il film sarà nelle sale italiane giovedì 16 settembre 2015.

Luca Buccella

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