Le Belve (2012), di Oliver Stone

Luca Buccella 27 ottobre 2012 0
Le Belve (2012), di Oliver Stone

le-belveBen (Aaron Taylor-Johnson) e Chon (Taylor Kitsch), due giovani amici, coltivano marijuana e vivono una vita da sogno a Laguna Beach: ma quando la loro “ragazza condivisa” O. (Blake Lively) viene rapita da una cartello della droga messicano capeggiato dalla spietata Elena (Salma Hayek), i due daranno inizio a una battaglia senza quartiere per salvarla.

A differenza di quanto trama e campagna pubblicitaria facessero intuire, Le belve è uno dei lavori più innocui e meno sperimentali di Oliver Stone: non si tratta affatto di un ritorno alle origini, ma di un film che prosegue la deriva buonista intrapresa dal cineasta newyorkese negli ultimi anni.  Niente di più che un pop-corn thriller ad alta tensione, ben confezionato e dai ritmi serrati nonostante una sceneggiatura spesso troppo semplicistica, Le belve conserva pochi echi di post-modernismo solo nel finale, manifestandosi per tutta la sua durata come un prodotto che nonostante i temi cerca di accontentare tutti e non dare adito a polemiche: i due protagonisti vengono sostanzialmente visti come bravi ragazzi che, pur macchiandosi di azioni dalle conseguenze terribili, conservano i loro princìpi e mantengono intenzioni pure (i proventi del commercio d’erba vanno nientemeno che ai bambini poveri africani); anche la violenza è presente, ma viene inquadrata velocemente, senza il tempo né per impressionare né per risultare caricaturale.

Dal cast non arrivano niente di nuovo: Taylor Kitsch continua a rivelarsi un fuoco di paglia, inspiegabilmente presente in così tanti film di alto profilo, Aaron Taylor-Johnson dimostra ancora una volta di essere un attore da tenere d’occhio, e Blake Lively si conferma attrice mediocre incapace di emergere senza una sceneggiatura coi fiocchi a sorreggerla (e questo non è il caso). Molto interessanti invece i “cattivi” interpretati da Salma Hayek e Benicio Del Toro, sicuramente l’elemento migliore del film: la prima è una gangster spietata e materna che con la sua decisione è riuscita ad emergere in un mondo dominato da uomini, il secondo un brutale e ironico sicario.

Le belve è dunque un film d’intrattenimento curato che svolge il suo compito senza infamia né lode: niente da recriminare, ma un po’ più di cattiveria e coraggio non avrebbero fatto danni.

La recensione è apparsa originariamente su:

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Luca Buccella

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