Take Shelter (2011), di Jeff Nichols

Luca Buccella 14 marzo 2012 0
Take Shelter (2011), di Jeff Nichols

A-take-shelter

Yeah, a storm

is threatening

my very life today.

If I don’t get some shelter,

Lord, I’m gonna fade away

The Rolling Stones, Gimme Shelter

Curtis La Forche è un onesto e affettuoso padre di famiglia, lavoro come operaio in un cantiere edile ed ha una figlioletta sordomuta a cui lui e sua moglie Sam si dedicano con affetto e dedizione, nonostante la loro situazione economica non sia certo delle migliori. La loro vita scorre a dispetto delle difficoltà, ma tutto cambia quando Curtis comincia ad essere perseguitato da orrendi incubi ricorrenti, in cui una tempesta di proporzioni bibliche minaccia la sicurezza familiare. L’uomo inizia ad essere ossessionato dal portare al sicuro la sua famiglia, e per fare ciò mette a repentaglio il lavoro e il suo rapporto con chi gli sta intorno, in una vera e propria discesa verso la follia.

Jeff Nichols mescola, nella sua opera seconda, suggestioni che rimandano al primo Stephen King – impossibile non pensare a Shining, ma anche a La Zona Morta – e a svariati episodi biblici, con sprazzi di mitologia greca – Cassandra, profetessa destinata a non essere creduta -, per narrare la follia che si annida nel quotidiano. Siamo continuamente portati a chiederci se le visioni di Curtis siano deliri schizoidi o presagi inascoltati, poiché entrambe le tesi vengono sostenute a più riprese: dunque, ogni svolta nell’intreccio è assolutamente inaspettata. Riconoscibilissimi, nei tormenti notturni del protagonista, richiami ad eventi che hanno colpito gli USA recentemente, come l’uragano Katrina che nel 2005 distrusse New Orleans, ma potremo spingerci nel dire che le sue ossessioni rappresentino le preoccupazioni del mondo moderno, devastato dal tracollo finanziario. O magari si vuole semplicemente descrivere la facilità con cui si può essere distrutti dalle proprie paure? Tutti interrogativi che Nichols non chiarisce nemmeno nel maestoso finale, ma con i quali tenta di ingarbugliare ulteriormente il pubblico, rendendolo confuso come i personaggi.

Metà della grandezza di Take Shelter deriva indubbiamente dai suoi due attori principali, ovvero Michael Shannon e Jessica Chastain. Il primo, sebbene abbonato come sempre al ruolo di folle farneticante, regala al personaggio le giuste dosi di vulnerabilità e dolcezza, rendendolo un everyman dal quale è impossibile sentirsi distanti: siamo con lui in ogni momento e ne condividiamo le ansie. La Chastain, instancabile attrice rivelazione, è credibilissima e capace di mostrare un ampio range di emozioni contrastanti in pochi secondi. Un’ultima notazione la merita la straordinaria colonna sonora di David Wingo, quasi un Thomas Newman filtrato attraverso John Carpenter.

Luca Buccella

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