Scuola di mostri (1987), di Fred Dekker

Luca Buccella 31 ottobre 2014 0
Scuola di mostri (1987), di Fred Dekker

smostriGermania, 1887. Alcuni cacciatori di vampiri, capitanati dal professor Van Helsing, s’introducono nel castello del conte Dracula (Duncan Regehr) con il compito di imprigionare il principe delle tenebre nel limbo, attraverso una rituale che comprende la lettura di alcuni versi in tedesco da parte di una vergine e l’utilizzo di un amuleto: ma le forze oscure riescono a prevalere, e Van Helsing e i suoi precipitano nel limbo. Cento anni dopo, negli Stati Uniti, cinque ragazzini – Sean (Andrè Gowen), Patrick (Robbie Kiger), Horace “Rotolo” (Bret Chalem), il ribelle Rudy (Ryan Lambert) e Eugene (Michael Faustino) – hanno fondato la Squadra Anti Mostri, un fan club dedicato ai mostri cinematografici e riservato ai soli uomini: un particolare che non va giù alla sorellina di Sean, Phoebe (Ashley Bank). Un giorno, Sean riceve in regalo da sua madre (Mary Ellen Trainor) il vecchio diario di Van Helsing, scritto interamente in tedesco: i piccoli cinefili sanno che l’unica persona in grado di tradurlo è il vicino di casa di Sean, soprannominato l’Abominevole Uomo Tedesco (Leonardo Cimino), ma spaventati rifiutano di farsi aiutare. Intanto, in città accadono strane cose: una mummia è sparita da un museo, un lupo mannaro creduto morto è fuggito dall’ambulanza che lo trasportava, e una misteriosa bara è precipitata da un aereo. Quando un misterioso uomo di nome Alucard si mostra interessato al diario, Sean s’insospettisce: la Squadra Anti Mostri dovrà presto agire.

Seguendo un genere molto in voga nel periodo – l’avventura di un gruppo di adolescenti che si battono per risolvere misteri invisibili agli adulti (I Goonies, Ragazzi perduti) – Scuola di mostri (Monster Squad) è un omaggio a tutte le creature che fecero la storia del cinema horror, ma non lascia il segno. Il regista Fred Dekker (Dimensione terrore, Robocop 3) svolge un lavoro di ordinaria amministrazione senza particolari guizzi, ma a non convincere sono i troppi elementi lasciati in sospeso: colpa dei tagli voluti dalla produzione, che impose un montato finale di durata inferiore ai novanta minuti. Il film è infarcito di citazioni di cult horror come Zombi 2 e Cittadino dello spazio, mentre le cinque mostruose star protagoniste arrivano ovviamente dai classici horror Universal: Dracula (1931), Frankenstein (1931), La mummia (1932), L’uomo lupo (1941) e Il mostro della laguna nera (1954).

La sceneggiatura, scritta da Shane Black (Arma letale) e rimaneggiata da Dekker, ribalta il mito dei mostri che terrorizzano i bambini trasformando questi ultimi in una squadra di cinefili, in grado di fronteggiare Dracula grazie alle pellicole del passato. Se il plot appare abbastanza gradevole e originale, alcuni punti non convincono: primo fra tutti il poco spazio dato ai personaggi chiave, che risultano poco esplorati data la brevità della pellicola. Discutibile la scelta di trasformare la creatura di Frankenstein in un personaggio buono, il quale sviluppa un forte legame di protezione nei confronti della piccola Phoebe: ma visto il pubblico di riferimento, la licenza poetica si può anche perdonare. La fotografia curata da Bradford May è ben costruita, capace di immergere lo spettatore in un’atmosfera lugubre nonostante il taglio ben più leggero e ironico del film, mentre gli effetti speciali di Hans Metz e Ray Svedin sono il fiore all’occhiello della pellicola: i costumi dei mostri sono ottimamente curati, e il più riuscito di tutti è il Mostro della Laguna, in grado di spaventare anche il pubblico adulto.

Scuola di mostri è un film capace di suscitare lo sdegno dei conoscitori dell’horror, ma anche l’ammirazione di chi ha saputo apprezzarlo in gioventù. Certamente la troppa fretta di confezionare un prodotto destinato ai più piccoli ha minato la riuscita finale del film, troppo complesso per gli spettatori in erba e troppo futile per gli esperti del genere. Qualcosa di gradevole c’è, ma si sarebbe potuto fare di meglio visto il materiale a disposizione.

Marco Rudel

Leave A Response »