Conan il Barbaro (1982), di John Milius

Supremo 27 giugno 2014 0
Conan il Barbaro (1982), di John Milius

conanposterDurante l’Era Hyboriana, una tribù di Cimmeri viene sterminata da una setta di guerrieri a caccia di acciaio: il piccolo Conan (Jorge Sanz) rimane orfano di entrambi i genitori e assiste all’uccisione della madre per mano di Thulsa Doom (James Earl Jones), capo della Setta, il cui stemma è un serpente a due teste. Conan viene fatto prigioniero insieme agli altri bambini del villaggio e costretto ai lavori forzati per molti anni: svilupperà un fisico possente e una forza sovrumana. Ormai adulto, Conan (Arnold Schwarzenegger) viene comprato da un mercante di schiavi, che accorgendosi della sua prestanza lo usa come lottatore: Conan diventa un’inarrestabile macchina di morte, battendo decine di avversari e riuscendo a guadagnarsi la libertà. Il guerriero parte per un lungo viaggio, che lo porta a conoscere degli inseparabili compagni di avventura: l’arciere Subotai (Gerry Lopez), la ladra Valeria (Sandahl Bergman) e il mago Akiro (Mako). Con la sua banda Conan si accinge ad affrontare il terribile Thulsa Doom, diventato uno spietato tiranno.

Il leggendario Conan il barbaro ha origine da un ciclo di diciassette racconti ideati da Robert E. Howard, celebre precursore dell’heroic fantasy. Dalla penna di Howard nasce un vero e proprio franchise che si esprime in tutti i media: videogiochi, fumetti, figurine, una serie televisiva, una serie a cartoni animati e tre film. Ma senza ombra di dubbio, il personaggio viene immediatamente associato alla muscolare interpretazione di Arnold Schwarzenegger, protagonista indiscusso di Conan il Barbaro (1982) e del suo sequel, Conan il Distruttore (1984): un ruolo storico che gli spianerà la strada nel mondo del cinema.

Il film ebbe una gestazione lunga e travagliata a causa della disputa per accaparrarsi i diritti di sfruttamento del personaggio, detenuti dal produttore Edward R. Pressman. Dopo molti tentennamenti dovuti a difficoltà economiche, Pressman accettò di co-produrre il film insieme a Dino De Laurentiis, avvicinato al progetto proprio da John Milius, ansioso di dirigere la pellicola dopo aver letto la sceneggiatura di Oliver Stone. In uno strano girotondo, era stato proprio Pressman a ingaggiare Stone per suscitare l’interesse di qualche finanziatore. In seguito De Laurentis rilevò la produzione del film e riuscì a farlo distribuire negli Stati Uniti dalla Universal Pictures.

Il film è uno dei primi kolossal fantasy della storia, dotato di complessi effetti speciali prostetici e visivi. In post-produzione fu necessario l’intervento di due importanti compagnie come la Visual Concepts Engineering di Peter Kuran (I Predatori dell’Arca Perduta, Il Drago del Lago di Fuoco) e l’Industrial Light & Magic di George Lucas. Sono però gli effetti meccanici a imporsi su tutto, specialmente un serpente gigante di 11 metri progettato da Nick Allder, costato ben 20.000 dollari.

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La sceneggiatura – firmata da Stone ma poi quasi totalmente riscritta da Milius – presenta un arco narrativo lineare e geometrico, in cui ogni elemento e ogni situazione sono perfettamente funzionali al ritmo. La storia ci proietta in un mondo in cui gli istinti animaleschi sono l’unico modo per sopravvivere alla crudeltà dilagante della civiltà nella fittizia Era Hyboriana, dominata da sanguinose battaglie per la conquista di risorse, necessarie a produrre armi per combattere altre guerre. Non esistono regole se non le proprie: Conan, essendo un barbaro libero, incarna i valori di libertà assoluta, senza servi né padroni. Oltre alle crude scene di lotta, si evidenziano anche momenti d’alto impatto emotivo in cui ci viene mostrato l’orrore della guerra, che in un attimo può privare l’essere umano dei suoi affetti più cari.

Il cast è dominato dalla gigantesca mole di Arnold Schwarzenegger,che non troneggia solamente per i bicipiti al tritolo, ma fornisce anche una buona prova recitativa. L’unico in grado di tenere testa a Mister Muscolo è uno stratosferico James Earl Jones, che nel ruolo del perfido Thulsa Doom centra in pieno lo scomodo compito di interpretare l’antagonista del film, risultando uno dei cattivi più odiati di sempre.

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Conan il Barbaro è il miglior esempio di un film che pur avendo a disposizione un grande budget riesce a non esagerare troppo, mostrando uno stile contenuto: la scelta migliore all’interno di un genere come il fantasy, in cui si rischia sempre di stancare gli occhi dello spettatore riempiendo lo schermo di orchi, draghi e incantesimi. Il reboot uscito nel 2011 – intitolato Conan the Barbarian – aveva l’obiettivo di restituire popolarità al franchise, ma è riuscito solo a generare una grande nostalgia: Conan resta insostituibile.

Marco Rudel

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