Café Society (2016), di Woody Allen

Luca Buccella 16 marzo 2017 0
Café Society (2016), di Woody Allen

Siamo negli anni ‘30. Il giovane e ingenuo newyorkese Bobby (Jesse Eisenberg), scontento di lavorare nella gioielleria di famiglia, si trasferisce a Hollywood chiedendo una raccomandazione a suo zio Phil (Steve Carell), un affaccendato agente cinematografico, che per levarselo di torno accetta di assumerlo come fattorino. Quando incontra Vonnie (Kristen Stewart), la segretaria di Phil, Bobby se ne innamora perdutamente: Vonnie sembra ricambiare, ma essendo già sentimentalmente impegnata non desidera nulla di più che una semplice amicizia. Bobby non immagina nemmeno lontanamente che Vonnie sia in realtà l’amante di suo zio Phil…

Quarantasettesimo film dell’inarrestabile Woody Allen, Café Society è una pellicola (anche se, trattandosi del primo film girato in digitale di Allen, questa definizione sarebbe ormai da abbandonare) incentrata sull’amore e sull’effetto che esso può avere sulla vita e sulle decisioni di una persona. Assistito dalla fotografia calda ma delicata del grande Vittorio Storaro, Allen firma un racconto di formazione malinconico e dolente punteggiato da tocchi di umorismo cinico e surreale, diviso in due atti ben delimitati e dominati da rapporti di causa effetto: il primo, ambientato sulle soleggiate colline di Hollywood, racconta la tenera ma contrastata storia d’amore tra Bobby e Vonnie, mentre il secondo segue Bobby nel suo ritorno a New York, dove affiancherà suo fratello nella gestione di un night club.

Come suo solito, Allen dirige i suoi attori con grande agio, tirando fuori un’ottima interpretazione da tutti i membri del cast. Jesse Eisenberg è fantastico nel ritrarre una versione idealista e ingenua dell’alter ego alleniano, mentre Kristen Stewart delinea in modo molto convincente le contraddizioni di Vonnie, un personaggio molto più complicato e stratificato di quanto le apparenze suggeriscano. Molto efficaci anche gli altri membri del cast, in cui si distinguono una deliziosa Blake Lively e un fraudolento Steve Carell. Ma a regalare più risate di tutti sono i membri della famiglia di Bobby, con due genitori ossessionati dalle regole della fede ebraica (se ve lo foste dimenticato, stiamo pur sempre parlando di Woody Allen) interpretati da Ken Stott e Jeannie Berlin, e un fratello gangster interpretato da uno sfuggente Corey Stoll.

Café Society è una commedia romantica che non scivola mai nell’ingenuità. Allen utilizza l’ambientazione d’epoca in modo intelligente, impiegando l’opulenza della Golden Age hollywoodiana e il fascino della vita notturna newyorkese per amplificare il senso di nostalgia insito nel racconto e vissuto dai protagonisti. Certo, nulla di nuovo sotto il sole per Allen, ma si tratta comunque di un film che è una gioia per gli occhi e per la mente.

Café Society uscirà nelle sale italiane giovedì 29 settembre 2016.

Luca Buccella

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