Gremlins (1984), di Joe Dante

Supremo 13 giugno 2014 0
Gremlins (1984), di Joe Dante

gremlinsRand Peltzer (Hoyt Axton) è un bizzarro inventore, che gira per gli Stati Uniti con la speranza di vendere una delle sue bislacche creazioni. Nel periodo natalizio, Rand è in cerca di un regalo per suo figlio Billy (Zach Galligan), e così acquista da un piccolo negozio di antiquariato cinese un simpatico animaletto appartenente alla razza dei mogwai. Il suo nome è Gizmo, e per salvaguardarlo si devono rispettare tre regole: non bisogna mai esporlo alla luce e all’acqua, e soprattutto mai nutrirlo dopo la mezzanotte. Un giorno Billy mostra Gizmo al suo giovane amico Pete (Corey Feldman), che maldestramente rovescia un po’ d’acqua sulla creatura: da lui si generano altri cinque mogwai, simili nell’aspetto ma dal carattere aggressivo, dispettoso e ingordo. Capitanati da Ciuffo Bianco, i cinque teppistelli escogitano uno stratagemma per farsi nutrire dopo la mezzanotte: le conseguenze daranno inizio alla più sconvolgente vigilia di Natale nella storia del cinema.

È difficile riuscire a fondere generi drasticamente diversi come il fantastico, l’horror e la commedia all’interno di una storia natalizia senza destare perplessità. Nonostante i rischi, Gremlins è un film capace di commuovere con la sua magia, ma con il leggendario Steven Spielberg a fare da produttore esecutivo non bisogna stupirsi. Il successo del film si deve proprio a Spielberg e alla sua grande esperienza: il produttore interviene sulla sceneggiatura eliminando le parti più orrorifiche e stemperando il tutto con una buona dose d’ironia, per far prevalere il lato fantastico del film e rendere protagonisti assoluti i “simpatici” Gremlins.

La sceneggiatura, scritta da Chris Columbus (Mamma ho perso l’aereo, Harry Potter e la Pietra Filosofale), s’ispira alle creature nate durante la Seconda Guerra Mondiale dalla fantasia dei piloti della Royal Air Force, per spiegare i frequenti guasti ai motori degli aeroplani. Le medesime creature furono protagoniste di un libro per bambini scritto dal reduce Roald Dahl nel 1943, che inizialmente la Disney avrebbe dovuto tramutare in lungometraggio animato.

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Nel film Joe Dante , la comparsa dei mogwai/gremlins diviene invece una perfetta metafora delle due facce dell’umanità: c’è chi vive onestamente e in pace con se stesso (come i Peltzer), e chi tenta di scalare le vette della società, cercando di soddisfare la propria sete di potere a scapito dei più deboli (la signora Deagle, interpretata da Polly Holliday). Il film possiede anche un’ulteriore chiave di lettura relativa al significato del Natale, che cambia da persona a persona a seconda delle esperienze vissute: non per tutti è un periodo di felicità, e la sofferenza esiste anche durante le feste.

A parte la giovane Phoebe Cates, all’epoca una star nel panorama adolescenziale, il cast è sprovvisto di grandi nomi da star system: nonostante ciò, tutti gli interpreti forniscono una grande prova. Nei panni di Billy, Zach Galligan riesce a imporsi sul lato fantastico del film, e il rapporto che il personaggio sviluppa con Gizmo ha delle analogie con il legame tra Elliott ed E.T. nel capolavoro spielberghiano per antonomasia. Si segnala anche un giovanissimo Corey Feldman nel ruolo di Pete: l’attore diverrà in seguito celebre grazie al ruolo di Mouth ne I Goonies, un altro film nato dalla collaborazione Spielberg-Columbus. Ma i veri protagonisti sono proprio i Gremlins, che si conquistano definitivamente la scena non appena iniziano a scorrazzare senza freni per la città. Tutte le creature sono realizzate tramite animatronics e marionette, costruiti con estrema cura da Chris Walas: una tecnica molto più realistica dell’ormai abusata computer grafica.

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Il film è ricchissimo d’innumerevoli citazioni cinematografiche, stupefacenti chicche tutte da scoprire: sono presenti omaggi a Indiana Jones, Non aprite quella porta, Flashdance, La vita è meravigliosa, Il pianeta proibito e L’invasione degli Ultracorpi, tanto per citarne alcuni. La ciliegina sulla torta è una memorabile sequenza da Biancaneve e i Sette Nani, utilizzata per dare vita al climax del film: una scena che fa gridare al capolavoro in quanto a genialità espressiva.

Gremlins è un film in grado di infondere energia positiva e divertimento, ponendosi al limite tra una commedia fantastica e un horror graffiante. Dopo un sequel – Gremlins 2: La nuova stirpe (1990) – e tante voci su un possibile terzo capitolo, a distanza di trent’anni i malefici folletti riescono ancora a coinvolgere il pubblico nella loro pazzia anarchica. Una raccomandazione: dopo la visione del film, qualora i vostri elettrodomestici dovessero azionarsi inspiegabilmente, accendete tutte le luci. Può darsi che i diabolici Gremlins vi abbiano fatto visita.

Marco Rudel

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